Le regole del calcio: dai falli al fuorigioco al VAR, tutto quello che c'è da sapere

Le regole del calcio: dai falli al fuorigioco al VAR, tutto quello che c’è da sapere

Il calcio è lo sport più popolare e seguito al mondo, che accomuna le passioni di miliardi di persone in tutto il mondo. In questo articolo andremo a parlare ed approfondire le regole del calcio e i dettagli di questo sport, cercando di fornire tutti gli elementi necessari per goderne appieno.

Le regole del calcio: sommario

In questa guida scopriremo

Scopo del gioco

Lo scopo del gioco è di vincere la partita segnando (almeno) un gol in più della squadra avversaria, utilizzando qualsiasi parte del corpo fuorché mani e braccia per passarsi il pallone e tirare in porta. Un gol viene considerato valido quando il pallone supera la linea di porta nella sua interezza e mai parzialmente.

Attrezzature

Il campo

Il terreno di gioco è a forma rettangolare, i cui lati possono essere di lunghezza variabile, entro certi limiti: tra i 45 e i 90 metri di larghezza e tra i 90 e i 120 metri di lunghezza. Il perimetro è delimitato da 4 strisce bianche. Il campo si divide a sua volta a metà (linea di centrocampo). A metà della linea di centrocampo si ha un cerchio del raggio di 9,15 metri. Le due metà di campo hanno a loro volta, posizionate nei lati diametralmente opposti, due aree di rigore, delimitate anch’esse da 3 righe bianche: lunghezza di 16,5 metri e larghezza di 40,32 metri. Al loro interno si ha l’area piccola, sita sul lato esterno dell’area di rigore, che misura 5,50 metri di lunghezza e 18,32 metri di larghezza. A sua volta, all’interno dell’area piccola, si ha la porta: delimitata da due pali e una traversa, è alta 2,44 metri e larga 7,32 metri. La larghezza delle linee bianche sul terreno di gioco deve essere la medesima larghezza dei pali e delle traverse, ossia 12 centimetri. Dal centro della porta, contando 9,15 metri verso l’interno dell’area di rigore, si ha il dischetto di rigore, ossia il punto in cui si battono i calci di rigore. Da esso, infine, si conta un raggio di 9,15 metri e viene disegnata una mezzaluna al di fuori dell’area di rigore: è la distanza minima che devono tenere tutti i giocatori nel momento in cui viene assegnata la massima punizione durante una partita.

Pallone

Il pallone, di forma sferica, deve avere una circonferenza compresa tra i 68 e i 70 centimetri, mentre la pressione deve essere compresa tra 0,6 e 1,1 atmosfere. Il suo peso deve essere compreso tra i 410 e i 450 grammi e il materiale deve essere materiale approvato. Nel qual caso il pallone dovesse bucarsi o sgonfiarsi nel corso della partita, nessuno lo può sostituire senza l’assenso dell’arbitro.

Equipaggiamento dei giocatori

L’equipaggiamento di base comprende maglia con maniche, calzoncini, calzettoni, parastinchi e scarpe. Qualunque altro oggetto non è consentito, salvo espresso consenso da parte dell’arbitro. Vietati orecchini, collanine, bracciali, orologi o anelli: potrebbero ferire i giocatori che li portano o gli altri, in contrasti di gioco. Stesse restrizioni anche per l’arbitro, ad eccezione dell’orologio (o cronometro) per la misurazione del tempo di gioco. L’abbigliamento dei portieri deve essere differente da quello degli altri giocatori di movimento, nonché dall’arbitro stesso.

La partita

Giocatori

I giocatori che cominciano la partita, ossia i titolari, non possono essere meno di 7 e più di 11. Uno di essi giocherà da portiere. I calciatori che cominciano una gara possono essere sostituiti da altri che sono in panchina (la quale varia da un numero minimo di 3 giocatori ad un massimo di 15), ma una volta sostituiti non possono rientrare in campo.

Sostituzioni

Nelle partite ufficiali il numero massimo di sostituzioni consentite nei tempi regolamentari (90 minuti) sono 3 e devono sempre essere effettuate dopo l’ok dato dall’arbitro. Tuttavia, in talune competizioni (ad esempio la Champions League), qualora la partita dovesse proseguire oltre i tempi regolamentari, si ha la possibilità di effettuare un cambio extra.

Durata della gara

La partita, o gara, ha una durata di 90 minuti regolamentari, divisi in due frazioni da 45 minuti, in mezzo alle quali vi è un intervallo di 15 minuti. Al termine di ogni frazione di gioco, l’arbitro (o direttore di gara) può assegnare, a sua discrezione, un tempo di recupero.

Tempo di recupero

Tale tempo di recupero è sempre a discrezione del direttore di gara, ma viene calcolato seguendo indicazioni ben precise. Più in dettaglio costituiscono motivo di recupero (tra parentesi il quantitativo di tempo da aggiungere):

  • – sostituzioni (+30 secondi per ogni sostituzione)
  • – ingresso in campo staff medico per infortunio lieve (+30 secondi per ogni ingresso in campo)
  • – ingresso in campo staff medico per infortunio più grave (+1 minuto per ogni infortunio)

Supplementari e rigori

Nelle gare ad eliminazione diretta, tuttavia, qualora il risultato complessivo fosse di assoluta parità, si hanno anche i tempi supplementari, composti da due frazioni di gioco aggiuntive da 15 minuti l’una e senza intervalli previsti. Qualora dovesse persistere la situazione di parità, si procede con i tiri di rigore: una serie di 5 rigori per squadra, battuti ad alternanza, che decreteranno la squadra vincitrice. Qualora dopo i 5 tiri di rigore dovesse persistere la situazione di parità, si procede ad oltranza finché una delle due squadre non sbaglia e l’altra insacca il pallone.

Il Gol

Il gol (o rete) viene segnato quando il pallone supera interamente la linea di porta, indifferentemente se a terra o a mezz’aria, a meno che la squadra che lo realizza non abbia commesso un’irregolarità prima che ciò avvenga.

Si può segnare un gol…

su azione, calciando verso la porta avversaria con piedi, testa o altre parti del corpo che non siano mani e braccia

  • – su calcio di punizione diretto
  • – su calcio di punizione indiretto (previo il passaggio di un compagno)
  • – su calcio di rigore
  • – su calcio d’angolo

 

Non si può segnare un gol…

  • – su calcio di punizione indiretto (se nessun compagno ha toccato la palla prima)
  • – su rimessa laterale
  • – su rimessa dell’arbitro

Autogol

Si parla di autogol quando a calciare la palla in rete è un giocatore della squadra avversaria. Rientra nella definizione di autogol anche la deviazione fortuita di un difendente sul tiro a rete di un avversario, se lo stesso difendente è nell’atto di cercare di contrastare volontariamente tale conclusione.

Infrazioni, falli e scorrettezze

I falli sono infrazioni alle regole che possono essere punite a livello tecnico, ossia che prevedono un calcio di punizione o, se l’infrazione dovesse essere commessa all’interno dell’area di rigore, del calcio di rigore. Le scorrettezze, invece, sono le infrazioni alle regole che sono passabili di provvedimento disciplinare, ossia che comportino ad un cartellino giallo (ammonizione) o ad un cartellino rosso (espulsione). Falli e scorrettezze sono due insiemi indipendenti che però possono coesistere: infatti si possono verificare falli che non siano scorrettezze, scorrettezze che non siano falli e infrazioni che siano entrambe le cose contemporaneamente.

Punizione diretta

Le infrazioni classificabili come falli che comportano ad un calcio di punizione diretto sono:

  • – dare o tentare di dare un calcio ad un avversario;
  • – fare o tentare di fare uno sgambetto ad un avversario;
  • – colpire o tentare di colpire (compreso con la testa) un avversario;
  • – saltare su di un avversario;
  • – caricare un avversario;
  • – spingere un avversario;
  • – effettuare un tackle o un contrasto su un avversario;
  • – trattenere un avversario;
  • – sputare contro un avversario;
  • – toccare volontariamente il pallone con le mani;
  • – ostacolare un avversario venendo a contatto con lui.

 

Punizione indiretta

Le infrazioni che, invece, sono passabili come falli che comportano ad un calcio di punizione indiretto sono:

  • – giocare in modo pericoloso;
  • – ostacolare la progressione di un avversario senza che ci sia contatto fisico;
  • – impedire al portiere avversario di liberarsi del pallone che ha tra le mani o calcia o tenta di calciare il pallone quando il portiere è in procinto di liberarsene.

Ammonizione

Le infrazioni che sono passabili come scorrettezze che comportano la sanzione disciplinare dell’ammonizione sono:

  • – essere colpevole di comportamento antisportivo;
  • – protestare con parole o gesti contro gli ufficiali di gara;
  • – trasgredire ripetutamente le regole del gioco;
  • – non rispettare la distanza prevista per un calcio di punizione, per un calcio d’angolo o per una rimessa dalla linea laterale;
  • – ritardare la ripresa del gioco;
  • – entrare, rientrare o uscire volontariamente sul terreno di gioco senza l’assenso dell’arbitro.

Espulsione

Le infrazioni che sono passabili come scorrettezze che comportano la sanzione disciplinare dell’espulsione sono:

  • – commettere un grave fallo di gioco;
  • – essere colpevole di condotta violenta;
  • – sputare contro un avversario o qualsiasi altra persona;
  • – impedire alla squadra avversaria la segnatura di una rete o l’evidente opportunità di segnare una rete toccando volontariamente il pallone con le mani o commettendo un fallo su di un avversario (condotta gravemente sleale);
  • – usare un linguaggio o fare dei gesti offensivi, ingiuriosi, minacciosi, blasfemi;
  • – ricevere una seconda ammonizione nel corso della stessa gara.

Fuorigioco

Regole del fuorigioco

Un calciatore si trova in posizione di fuorigioco quando è più vicino alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone, sia rispetto al penultimo avversario; essere in posizione di fuorigioco non è di per sé un’infrazione. Lo diventa quando un calciatore, essendo in posizione di fuorigioco, commette una di queste azioni:

  • – interviene nel gioco, ovvero tocca il pallone;
  • – interferisce con un avversario: sarà punito per fuorigioco se disturberà o ingannerà un avversario essendo in posizione di fuorigioco, ogniqualvolta ostruisca la sua linea di visione, oppure quando si trovi a circa un metro da lui e attivamente si prodighi per contendergli il pallone;
  • – contende il pallone;
  • – tenta chiaramente di giocare il pallone che gli è vicino quando questa azione impatta sull’avversario;
  • – facendo un’evidente azione che chiaramente impatta sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone;
  • – trae vantaggio dalla sua posizione, ovvero, per regolamento, tocca il pallone che è stato rimbalzato da un avversario, da un palo, dalla traversa, da una bandierina d’angolo, dall’arbitro o da un suo assistente sul terreno di gioco; per quanto riguarda la deviazione dell’avversario, dal 2013 un calciatore in posizione di fuorigioco trae vantaggio dalla propria posizione soltanto se la deviazione del difendente è involontaria.

 

Non è passibile di infrazione di fuorigioco un giocatore che, anche commettendo una delle sei azioni descritte poco sopra, essendo in posizione irregolare al momento del passaggio di un compagno, si trovi ancora nella propria metà campo, oppure nel caso in cui riceva il pallone direttamente da un calcio di rinvio, da un calcio d’angolo o da una rimessa laterale. Nel caso di un’infrazione di fuorigioco, l’arbitro interrompe il gioco e lo riprende con un calcio di punizione indiretto in favore della squadra avversaria da eseguirsi nel punto in cui è avvenuta l’infrazione.

Un assistente segnala all’arbitro una posizione di fuorigioco (Getty Images)

Calci da fermo

Calcio di punizione

Come abbiamo visto, esistono due tipi di calci di punizione: diretto e indiretto. La differenza sostanziale tra i due sta nel fatto che in un calcio di punizione diretto si ha la possibilità di calciare direttamente a rete e segnare un gol, mentre nel caso del calcio di punizione indiretto il pallone deve essere giocato da almeno 2 giocatori, pertanto quand’anche si dovesse tirare a rete e il tiro non dovesse ricevere deviazioni (tali da comportare un autogol o diventare un assist) l’eventuale gol non sarebbe considerato valido e la punizione sarebbe da ripetere. Al momento della battuta del calcio di punizione, sia diretto che indiretto, gli avversari devono mantenersi ad una distanza di almeno 9,15 metri dal pallone, a meno che non si trovino sulla propria linea di porta.

Nel caso del calcio di punizione indiretto, una volta che l’esecutore ha messo in gioco il pallone, questi non deve toccarlo nuovamente prima che lo stesso sia toccato da un altro calciatore; se ciò avvenisse, sarebbe punito con un calcio di punizione indiretto, accordato alla squadra avversaria, dal punto in cui il pallone è stato indebitamente toccato per la seconda volta. Se un calciatore non rispetta la distanza prescritta, sarà ammonito e il calcio di punizione ripetuto. Tuttavia, l’esecutore potrebbe eseguire velocemente il calcio di punizione, senza quindi chiedere all’arbitro di imporre alla squadra avversaria il rispetto della distanza. Ciò è previsto dalle regole, ma se in tal caso un calciatore avversario a meno di 9,15 metri dovesse intercettare il pallone, egli non sarà ammonito e l’arbitro dovrà lasciar proseguire il gioco.

Calcio di rigore

Il calcio di rigore è la massima punizione nel gioco del calcio. Esso viene assegnato quando viene riscontrata un’infrazione all’interno dell’area di rigore da parte della squadra difendente. Il pallone deve essere posizionato sul punto del dischetto di rigore, ed il tiratore deve essere chiaramente identificato. Tutti i calciatori (fatta eccezione per il tiratore e il portiere avversario) devono stare all’esterno dell’area di rigore, dietro la linea del pallone e al di fuori dalla mezzaluna disegnata davanti all’area di rigore; il portiere deve stare sulla propria linea di porta, facendo fronte al tiratore e mantenendo almeno un piede sulla linea di porta. Qualora l’attaccante dovesse tirare un calcio di rigore e dovesse essere parato, se dovesse riuscire ad arrivare per primo sulla ribattuta, il gol segnato sarebbe comunque da considerarsi valido. Altrimenti, se il tiro dovesse infrangersi su palo o traversa, per poi essere ribattuto in rete dal tiratore, la posizione dell’offendente sarebbe da considerarsi in fuorigioco, mentre se dovesse essere ribattuto in rete da un compagno di squadra del tiratore, sarebbe considerato valido.

Diego Perotti della Roma si prepara alla battuta di un calcio di rigore (Getty Images)

Calcio d’angolo

Il calcio d’angolo, o corner, è un modo di riprendere il gioco. Viene assegnato alla squadra attaccante quando il pallone oltrepassa la linea di fondo campo e l’ultimo tocco è stato quello di un giocatore della squadra difendente. Direttamente da calcio d’angolo è possibile tirare in porta e trovare la rete, sebbene non sia prassi comune dato il coefficiente di difficoltà della sua realizzazione, ma il regolamento non lo vieta. Per quanto concerne la sua esecuzione, il pallone deve essere posizionato all’interno dell’area d’angolo più vicina al punto in cui il pallone ha oltrepassato la linea di fondo campo, e i calciatori avversari devono restare ad almeno 9,15 metri da essa fino a che il pallone non è in gioco, cioè fino a quando non è calciato e si muove. Inoltre, il giocatore che batte il calcio d’angolo non può toccare il pallone una seconda volta consecutiva, pena un calcio di punizione indiretto per la squadra avversaria. Durante la sua esecuzione, infine, non è possibile rimuovere la bandierina del calcio d’angolo, nemmeno temporaneamente, per agevolarne la riuscita.

Le nuove regole del calcio: quando la tecnologia corre in aiuto

La tecnologia nel mondo del calcio ha trovato (e trova tutt’ora) grande argomento di dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. Tuttavia, da qualche anno ormai è ben presente e il suo obiettivo è quello di agevolare il compito degli arbitri nella riduzione degli errori di valutazione. Gli strumenti ad oggi in funzione sono la Goal Line Technology e la VAR.

Goal Line Technology

La Goal Line Technology è uno strumento che consente di sapere con certezza assoluta se e quando il pallone oltrepassa interamente la linea di porta nei casi borderline, ossia quando il pallone non va a finire in fondo alla rete, ma viene respinto dai giocatori difendenti oppure entra ed esce dalla porta a motivo di un effetto dato al pallone stesso. Questo tipo di tecnologia è infallibile e funziona grazie ad una combinazione di telecamere poste nei pressi delle due porte, con dei sensori che comunicano direttamente con un dispositivo portatile all’arbitro, che ha sempre con sé.

VAR

La VAR (Video Assistant Referee), invece, è il supporto tecnologico più recente e discusso: esso viene erroneamente tradotto come “moviola” e sebbene non sia esattamente la stessa cosa, a livello ideologico ci si avvicina. La VAR prevede un protocollo di azione che indica in maniera chiara quando e se intervenire: nel caso di chiari ed evidenti errori di valutazione relativi ad episodi accaduti in area di rigore, per segnalare gravi falli di gioco o episodi di condotta violenta accaduti sia all’interno dell’area di rigore che al di fuori della stessa, o per correggere l’arbitro qualora dovesse avere uno scambio di persona nel momento della sanzione di un fallo. Inoltre, la VAR controlla e verifica ogni situazione che porta alla realizzazione di una rete tramite il cosiddetto Silent Check, che può prevederne anche l’annullamento a motivo di una posizione di fuorigioco, senza necessitare della revisione a bordo campo dell’arbitro. In tutte le altre circostanze, quando la VAR interviene, la decisione finale spetta sempre al direttore di gara, che tramite l’on field review si serve a mezzo di un monitor a bordo campo per decidere se tornare sui suoi passi e correggere la propria decisione, oppure se confermarla. La VAR è lo strumento tecnologico, mentre l’arbitro addetto alla VAR è il VAR. La differenza tra i due sostantivi è comportata solo dall’articolo anteposto ad essi, ma il significato è chiaro: la VAR è la macchina, il VAR è colui che la adopera.

L’arbitro Davide Massa intento a consultare il VAR (Getty Images)

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